I tour di Norvegia facile

A viaggi estremi, estremi rimedi

A viaggi estremi, estremi rimedi

ALTA - NORDKAPP - VARANGER - KIRKENES
SETTEMBRE - OTTOBRE

“Non solo Nordkapp” o meglio “molto più di Nordkapp”: sarebbe questo il sottotitolo giusto per il tour Norvegia facile che vi propongo in questa pagina. 

Sì, lo so, Nordkapp o “Capo Nord” è la meta vagheggiata da quasi chiunque mediti un viaggio in Norvegia: la destinazione estrema, ultima, leggendaria. Raggiungere Nordkapp è un sogno che si realizza.

Il punto però è: quale sogno? 

Se il vostro sogno è quello di farvi un selfie di rito davanti al globo-monumento che campeggia sull’affollato piazzale del più settentrionale risto-shop europeo, allora a Nordkapp lo realizzerete.

Se invece il sogno è quello di raggiungere l’estremo Nord d’Europa, allora Nordkapp non è la meta che fa per voi e dovrete rivolgervi verso altri estremi. Per un approfondimento in proposito vi rimando all’articolo “Una competizione agli estremi” dove si disquisisce sul primato settentrionale tra i due concorrenti: Knivskjellodden e Kinnarodden (Nordkapp infatti non supera nemmeno le pre-selezioni).

Comunque sia, poco importa che il vincitore sia Knivskjellodden o Kinnarodden. Non è infatti solo una questione di estremi geografici. Il punto estremo è appunto solo un punto. E tutto il resto? E quello che sta intorno? 

Dal mio punto di vista (un altro punto!) in molti casi quello che sta “intorno” è molto meglio: è spettacolare, sorprendente, vivido, emozionante, coinvolgente… unico.

Ho il sospetto che troppo spesso si miri ad arrivare rapidamente a Nordkapp e, una volta messa quella spunta e quel timbro sulla lista personale delle mete mitiche da raggiungere, si pensi subito a riguadagnare il Sud in fretta, a dirigere l’attenzione alla via breve del ritorno o ad altre celebri mete, trascurando il grande “dove” che accoglie quello specifico luogo. Ed è un peccato perché il Finnmark o Lapponia (in questo contesto “norvegese”) è ricca di bellezze che in molti casi valgono la visita più di un estremo qualunque!

Ma aggiungo di più: oltre alle gemme che conserva sparpagliate qua e là, il Finnmark ha un carattere che va compreso, gustato, assimilato nel suo insieme, passo passo, seguendolo lungo le poche solitarie strade che lo attraversano, conducendovi tra distese deserte di tundra e rocce verso uno dei suoi numerosi “finis terrae” o in mezzo alla cruda natura, senza più strade, senza più case o capanne, senza umani.

Lo spirito del Finnmark lo si respira infatti nelle notti passate in mezzo al niente e al nessuno. Lo si intuisce nel silenzio delle straducole periferiche. Lo si assapora nella sorprendente, variabilissima invarianza del suo essere sempre uguale eppure sempre diverso.

Perché a settembre e ottobre? In questo periodo le temperature sono ancora al di sopra dello zero, gradevoli nelle giornate assolate e adatte alle escursioni. Sebbene si perda qualche grado rispetto ai mesi estivi, in compenso si guadagna via via il buio della notte aumentando così la possibilità di vedere l’aurora boreale, anche tenendo presente che settembre e ottobre registrano statisticamente un sensibile aumento dell’attività solare. Il picco è generalmente a settembre ma il buio arriva solo dopo il 20. A ottobre l’attività solare è in genere inferiore ma il buio aumenta e la probabilità di assistere a fenomeni boreali si alza a più di una notte su due. Rispetto alla zona di Tromsø (altro luogo famoso per osservare le aurore boreali) questa zona è molto meno piovosa e quindi promette una meteorologia più favorevole sia alle escursioni che alle osservazioni boreali. In effetti la Lapponia  è tra le zone meno piovose di tutta la Norvegia. 

Altro vantaggio del viaggiare nel Finnmark in questo periodo è la bassa densità di turisti che, unita alla scarsissima densità di popolazione, aiuta a immergersi nello “spiritus loci” lappone, in quella che io considero la “quarta Norvegia“. Rispetto ai mesi invernali, infine, oltre alle temperature meno rigide, settembre e ottobre permettono di ammirare i colori del paesaggio prima che inizino a uniformarsi in un indistinto bianco-neve.

Ed ecco allora la mia proposta per vivere un’esperienza emozionante a bordo del camper di Norvegia facile, in totale, comoda libertà, alla scoperta dei tanti estremi del Grande Nord e in più con buone chance di vedere la meravigliosa aurora boreale!

 

L'itinerario di massima

L’itinerario di massima proposto prevede circa 1.600 km da fare in 6 giorni pieni e 5 notti (o 6,5 giorni e 6 notti), con una media quindi di circa 280 km al giorno ma con tratte variabili da 200 a 460 chilometri a seconda delle attività previste.

Il tour immaginato ha un inizio all’aeroporto di Alta e termina all’aeroporto di Kirkenes: in mezzo 6 giorni in lungo e in largo per il Finnmark con numerosissimi “approdi” previsti o possibili.

Tra i notevoli “urbani”:

• Alta con le sue incisioni rupestri (Patrimonio Unesco), la Cattedrale dell’Aurora Boreale, l’Osservatorio dell’Aurora sul monte Haldde (escursione), il Canyon più grande d’Europa (escursione); 
• Hammerfest la città con più di 5.000 abitanti più a Nord del mondo dove è anche collocato un altro Patrimonio Unesco ovvero l’obelisco che costituisce il primo punto dell’Arco geodetico di Struve;
• Vardø la città (poco più di 2.000 abitanti) più orientale della Norvegia, con la sua fortezza e i tanti interventi artistici en plein air;
• Hamningberg antico villaggio di pescatori ormai abbandonato, ma con il suo abitato – tra i pochi ad essersi salvato dalla furia nazista in ritirata – “congelato” agli anni ’50;
Kirkenes la città (3.500 abitanti) più russa della Norvegia, ultimo scalo del famoso battello postale Hurtigruten ed ex sito minerario.

Poi ci sono naturalmente gli estremi: l’estremo turistico, l’estremo geografico raggiungibile via terra, l’estremo geografico continentale.

A Nordkapp ci si arriva tranquillamente sulle ruote.
Per raggiungere Knivskjellodden (1,5 km più a nord di Nordkapp) bisogna invece affrontare un’escursione a piedi di 9+9 km (5-6 ore), non particolarmente difficile, ma che richiede buone gambe e qualche attenzione.
Kinnarodden invece è decisamente più impegnativo come obiettivo con i circa 20+20 km da fare a piedi, mettendo in conto almeno una notte in tenda.

Se l’obiettivo è raggiungere anche Kinnarodden a piedi, allora nei 6 giorni previsti bisognerà rinunciare a qualche parte dell’itinerario, oppure sarà necessario aumentare il numero dei giorni del tour. In alternativa si può sempre aggirare l’ostacolo dei chilometri da fare a piedi sulla sassaia di Nordkinn, sfruttando il servizio di trasferimento in barca che parte da Mehamn: in un paio d’ore si raggiunge il punto di attracco – che è ai piedi della collina oltre la quale si trova il punto estremo di Kinnarodden – e si rientra alla base. Il servizio è costosetto (come quasi tutto in Norvegia) dal momento che accompagnatore e barca (che trasporta fino a 4 persone) costa circa 750,00 euro (quindi 250,00 euro a testa se si è in tre), ma certamente regala un “Capo Nord” speciale ed esclusivo, facendo risparmiare quasi due giorni di viaggio e una notevole fatica (e relativi pericoli e criticità).

In ogni caso, Kinnarodden o non Kinnarodden, vale la pena esplorare la penisola “estrema” (Nordkinn) che lo ospita, spingendosi almeno fino a Kjøllefjord (dove ammirare da lontano la Finnkirka o anche cimentarsi nell’escursione per raggiungerla) e magari arrivare a Mehamn, giusto per saggiare il primo tratto del sentiero che conduce a Kinnarodden e farsi un’idea dell’impresa che richiede. Una volta giunti lì, però, sarebbe davvero un peccato non spingersi ancora oltre e dirigersi a Gamvik, anche solo per superarlo, entrare nella Slettnes naturreservat e magari dormire proprio sotto al faro di Slettnes, che si vanta d’essere il faro più settentrionale al mondo (altro estremo). 

In fondo le strade del Finnmark sono di per sé una destinazione e percorrerle giustifica il viaggio. Alcune di queste poi lo sono in particolar modo e il tour che propongo non può non includere le due spettacolari Strade Turistiche Nazionali che solcano queste terre: la Havøysund e la Varanger.

La prima è tra le più brevi delle 18 Strade Turistiche Nazionali ma sa snocciolare nei suoi 67 km (da fare due volte per andata e ritorno) un caleidoscopico catalogo idro-geologico e una serie pregevole di interventi architettonici di servizio alla strada stessa come le aree di sosta di Selvika e di Lillefjord. La Havøysund conduce così all’omonimo villaggio che è un importante centro di lavorazione del pescato e, superato il paese, all’Artic view con il suo suggestivo panorama “estremo” sul Mar Glaciale Artico.

La Varanger invece si srotola per 160 chilometri lungo la costa sud della Penisola di Varanger per poi risalire verso Nord fino al suo estremo: Hamningberg, il suggestivo villaggio di pescatori, oggi ormai abbandonato, dove si respira un’atmosfera sospesa al dopoguerra. Ma prima di arrivare al suo estremo lungo una sorprendente straducola che si insinua tra roccia e il mare di Barents, la strada inanella una lunga serie di centri notevoli, di attrazioni culturali che meritano visita, soste, deviazioni.

Se le due strade citate sono tra le 18 ufficiali e celebrate Strade turistiche norvegesi, la Fv 888 che attraversa la penisola di Nordkinn e la Fv 890 che conduce a Berlevåg, nella porzione settentrionale della penisola di Varanger, vi assicuro che non sono da meno. In particolare la prima offre splendidi panorami sul roccioso e deserto altipiano che va dall’incrocio per Skjånes al bivio Kjøllefjord-Mehamn, mentre la seconda stupirà con i suoi sontuosi scenari montani, i saliscendi e le curve costiere che alternano spiagge erbose e sabbiosa ad inaspettate, spigolose fantasie di roccia scura.

Ma naturalmente c’è anche dell’altro, oltre alle strade spettacolari, agli estremi “leggendari” e alle città e i villaggi ricche di fascino nordico.

Tra le attrazioni naturali si incontrano la Kirkeporten (arco naturale) nei pressi di Nordkapp, Trollsholmen (la spiaggia con i “troll pietrificati”) a Indre Billefjord, il canyon Silfar vicino Børselv (oltre al già citato Canyon di Alta), la cascata Adamsfossen nei pressi di Kunes e la già citata Finnkirka (particolare formazione rocciosa che ricorda una chiesa) a poca distanza da Kjøllefjord.

A questi punti notevoli si aggiungono le aree notevoli, come il Parco Nazionale Stabbursdalen e la vicina piccola Riserva Naturale Stabbursnes sul ciglio del fiordo nei pressi di Lakselv; il fiume Tana e il Tanafjord;  il Parco Nazionale Varangerhalvøya, la Riserva di Naturale di Nesseby, le suggestive dune erbose della Riserva Naturale Sandfjordneset o la Palude di Barvik e Capo Blodskyt, la Riserva naturale di Ekkeroy e i tantissimi punti di osservazione di uccelli migratori nella penisola del Varangerfjord che la hanno resa tra le più famose al mondo. 

Nella mappa interattiva non è riportata un’ulteriore deviazione, ma agli esploratori più famelici di estremi e di scorci, è caldamente consigliato di prevedere anche un’incursione nella parte settentrionale della penisola del Varanger (grazie alla citata Fv 890), con i suoi villaggi estremi: Bervelåg, Kongsfjord, Båtsfjord (quest’ultimo forse la deviazione meno entusiasmante). In questo caso da non perdere il delizioso villaggio di Veines (a ridosso di Kongsfjord), con la camminata ai resti del forte costiero di Veinesodden Batteri, una puntata al faro di Kjølnes e, per gli amanti delle passeggiate più impegnative, l’escursione al Tanahorn, con la sua vista nordica. 

Anzi: se l’estremo di Kinnarodden o il faro di Slettnes non fossero tra gli obiettivi considerati irrinunciabili, e il tempo a disposizione dovesse imporre una scelta tra la 888 e la 890, allora io consiglierei di optare per la seconda.

L’itinerario riportato nella mappa interattiva è in ogni caso solo un’ipotesi di massima dal momento che la formula di Norvegia facile assicura totale libertà agli ospiti nel definire il percorso giorno per giorno, in base alle proprie preferenze e all’ispirazione del momento. 

Anche l’aeroporto di arrivo e di partenza possono essere modificati sulla base di un programma concordato, così come la durata complessiva del viaggio.

Nella mappa interattiva sono presenti 6 livelli:

1 • La sintesi del tour include un link che porta a una finestra Google Maps con la traccia dell’itinerario
2 • L’itinerario previsto con la traccia completa tra i principali punti previsti
3 • Una serie di punti notevoli e attrazioni naturali o culturali lambite o relativamente vicine al percorso proposto. Si tratta di segnalazioni e suggerimenti per la personalizzazione del viaggio.
4 • Le Strade Turistiche Nazionali incluse nell’itinerario proposto.
5 • Altre strade panoramiche consigliate.
6 • I principali luoghi toccati dall’itinerario

I primi tre livelli sono visibili di default mentre gli ultimi tre sono spenti.

I livelli si possono “accendere” o “spegnere” cliccando sui quadrati rossi a spunta, posti sulla barra a sinistra della mappa.

Cliccando su un punto della mappa, si apre la corrispondente finestra di dettaglio.

Sono spesso presenti uno o più link a pagine web di approfondimento, viste 3D di Google Maps e foto sferiche di Street view realizzate nel luogo indicato.

Nel PDF trovi il programma di massima con le tappe giornaliere ipotizzate, una serie di informazioni e consigli generali, istruzioni per il pagamento e i costi per eventuali estensioni ai giorni di permanenza.

Avvertenza: proposta e costi sono validi per l’anno 2019.

Per l’aggiornamento dei costi contattami utilizzando il form online.

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