Curiosità norvegesi

Leggendario Helgeland

Leggendario Helgeland

la leggenda delle sette sorelle e Del cappello di Torghatten

C’è una leggenda che narra l’origine di molte famose montagne e isole che si possono ammirare nella Norvegia degli arcipelaghi.

Siamo in Norvegia e naturalmente ci sono dei Troll di mezzo.

Quelli coinvolti in questi mirabolanti eventi di corse fatte sopra 400 chilometri di mare dovevano essere evidentemente troll giganti. Insomma non di quegli omuncoli birichini che si aggirano ancora oggi nei sottoboschi norvegesi.

La storia è generalmente nota come la “Leggenda delle sette sorelle”, forse perché sono diventate le più famose delle protagoniste, o perché per certi versi sono loro il motore d’avvio degli eventi, ma è altrettanto conosciuta come la “Leggenda di Torghatten”, ovvero di come a quella montagna venne un buco proprio in mezzo. 

Potrebbe però essere ricordata anche come la “Leggenda di Lekamøya e Hestmannen”: suona certamente peggio, lo so, ma sono pur sempre loro gli attori principali.

Tuttavia la variabilità del nome è trascurabile rispetto alla variabilità della storia stessa. In fondo una leggenda non è tale se non ha più versioni discordanti, e questa non fa eccezione. Per questo motivo ho riportato alcune varianti, che rendono merito (o demerito) anche a personaggi dimenticati da quello che presento come il racconto “ufficiale”.

In ogni caso nei crediti di partecipazione non viene escluso nessuno (spero). 

Qui sotto trovi una mappa che dispone i protagonisti lì dove leggenda li colse.

Ma basta con le premesse! È ora di raccontare quel che accadde, tanto tanto tempo fa, in una chiara notte di maggio lungo le magiche coste della Contea di Nordland.

La leggenda delle sette sorelle

Re vanitosi

Il troll Vågakallen vive nell’isola Austvågøya e si crede – o forse davvero lo è – re delle splendide Lofoten e del florido Vestfjorden coi suoi milioni di merluzzi. Da millenni getta lo sguardo oltre le montagne e il mare, sfidando le tempeste e il martello di Thor. 

Dall’alto del suo seggiolone vicino Henningsvær, a mille metri di altezza, si compiace ammirando il suo impero, ma ancor di più si bea guardando a Sud, verso l’isola di Landegode, dall’altra parte del Vestfjorden, dove vive Landegomøya, la sua amante segreta.

Landegomøya in verità è fidanzata con Blåmannen, che sta di casa a Est di Fauske, ma è perdutamente innamorata di Vågakallen. Sempre a lui rivolta, ne ammira il mantello viola del mattino e la corona dorata al tramonto.

Il troll Suliskongen abita invece a Sulitjelma, nella terraferma, vicino al confine svedese. Lui è il re delle più alte montagne, di altipiani e laghi e foreste a perdita d’occhio. Se la ride sotto la barba, sapendo che solo lui conosce il tesoro nascosto nei monti che stanno ai suoi piedi: una ricchezza incalcolabile di rame e altri metalli.

Vågakallen e Suliskongen non vanno per niente d’accordo. Dai loro troni si guardano in cagnesco e spesso litigano. D’altronde uno è un troll di mare, l’altro di montagna, ma soprattutto ognuno crede d’essere il migliore e vuole essere il più grande.

Su una cosa però concordano: non c’è verso di riuscire a gestire i figli. Sfacciata gioventù!

I figli ribelli

Vågakallen ha un solo figlio, Hestmannen, selvaggio e impetuoso che, dopo una gran lite col padre, se ne va di casa rifugiandosi sulle montagne sopra Svolvær e portando con sè la capra Svolvær (Svolværgeita).

Suliskongen invece ha sette figlie, ribelli e testarde, e non c’è verso di tenerle a bada. Si risolve quindi di mandarle sull’isola di Landegode, sotto la custodia di Landegomøya, e di affiancarle anche la bella e brava tata Lekamøya, la vergine dell’isola di Leka.

A Landegode le sette figlie di Suliskogen vivono tranquille e felici, baciate dal sole di mezzanotte o dalle luci dell’aurora boreale.

In una notte di maggio, le sette sorelle stanno facendo il bagno, giocando nelle acque calme di Landegode sotto un cielo limpido di stelle. Lekamøya, la premurosa bambinaia, le osserva mentre prepara il pane lì vicino.

Nello stesso momento, dall’altra parte del Vestfjorden, il giovane Hestmannen è seduto sulle montagne di Svolvær e, rivolto lo sguardo a Sud, le vede.

Quella visione scatena in lui un ardente, irrefrenabile desiderio.

Soverchiato dal suo carattere selvaggio, sella il cavallo, indossa armatura e mantello, e si lancia al galoppo verso Landegode. 

Rincorse e fughe

Le scintille di plancton del mare frustato dagli zoccoli del cavallo e il pennacchio dell’elmo ondeggiante nel vento destano l’attenzione di Lekamøya.

Sono soprattutto gli occhi fiammanti di Hestmannen, che la giovane scorge dietro la visiera, a farle intuire le selvagge intenzioni. Radunate in fretta le sette sorelle, Lekamøya dirige quindi la loro fuga senza indugio verso Sud.

Il fracasso mette in allarme Rødøyløva che sta di guardia nell’isola di Rødøy e vede quel gruppo fuggente passargli accanto e dietro di loro l’inseguitore.

Poco oltre però, le sette sorelle decidono che è sciocco e inutile scappare e che è meglio accogliere quel cavaliere così bello e virile.

Si tolgono dunque i mantelli – che gettati in mare formano l’isola di Dønna – e si fermano poco più avanti sull’isola di Alsta, disponendosi in bell’ordine ad aspettare il focoso Hestmannen: in testa Botnkrona la più giovane e alta, poi Grytfoten, Skjæringen, le gemelle Tvillingene, Kvasstinden e infine la più vecchia Breitinden, che porta il bambino illegittimo sulle spalle.

Ma il cavaliere non ha occhi per loro: è Lekamøya che vuole.

Lei nel frattempo, liberatasi delle sette sorelle e lasciati cadere a Tjøtta anche tagliere, spatola e mattarello, può accelerare la sua fuga a Sud.

Alba fatale

Hestmannen, giunto sull’isola di Hestmona, capisce che non potrà raggiungerla e, colmo di rabbia, prende l’arco e scaglia una freccia contro la sua desiderata ma fuggente Lekamøya.

Intanto, dalle montagne a Sud-est di Brønnøysund, il gigante Sømna, sta seguendo divertito quella rincorsa. Quando vede Hestmannen scoccare il dardo però, pieno di sgomento prende il suo cappello e lo lancia in aria sulla sua traiettoria.  

Il cappello riesce a incrociare la freccia e cade trafitto sull’isola di Torget, proprio lì dove ancor oggi lo si può ammirare (Torghatten), La freccia invece, smorzata e deviata, si perde in mare tra le isole di Vikna.

Lekamøya intanto è già giunta nella sua Leka sana e salva.

Ma è proprio in quell’istante che l’irreparabile accade.

Distratti dalla scena precipitosa, nessuno dei protagonisti e degli astanti si ricorda che in primavera il sole – il sole fatale – sorge presto. 

Ed è così che l’alba li sorprende tutti, trasformandoli in pietra.

Vågakallen sul suo seggiolone nelle Lofoten e Suliskongen sopra i monti di Sulitjelma. Hestmannen nell’isola di Hestmona, sul Circolo Polare Artico. Più a sud, le sette sorelle (Syv Søstre) allineate sull’isola di Alsta. I loro mantelli nell’isola di Dønna mentre Torghatten è il cappello bucato di Sømna che giace ancora sopra Torget.
Infine la bella Lekamøya, pietrificata mentre si tira il velo a coprirsi la testa, nel Sud di Leka.

I protagonisti

In ordine di apparizione

Vågakallen

il Vecchio di Vågan

Re delle Lofoten e padre di Hestmannen

Isola di Landegode

casa di Landegomøya

Landegomøya è fidanzata di Blåmannen ma amante segreta di Vågakallen. Landegode diventa la casa delle Sette sorelle quando il padre Suliskongen le affida a Landegomøya e Lekamøya.

Blåmannen

L'uomo blu

Non ha un vero ruolo nella leggenda se non quella di essere il fidanzato ufficiale (o marito) di Landegomøya

Suliskongen

Il re di Sulis

Padre delle Sette sorelle

Hestmannen

Il cavaliere

Figlio selvaggio di Vågakallen. Desidera possedere Lekamøya.

Svolværgeita

La capra di Svolvær

Hestmannen la porta con sè quando scappa di casa e si rifugia sulle montagne di Svolvær.

Syv Søstre - Sette Sorelle

Botnkrona, Grytfoten, Skjæringen, le gemelle Tvillingene, Kvasstinden, Breitinden

Figlie ribelli di Suliskongen, si fermano sull'Isola di Alsta, durante la fuga da Landegode verso Sud.

Lekamøya

La vergine di Leka

Tata delle sette sorelle, fugge dalle attenzioni di Hestmannen

Rødøyløva

Troll dell'Isola di Rødøy

Assiste al trambusto dell'inseguimento. In una versione della leggenda è lui a lanciare il proprio cappello per fermare la freccia di Hestmannen

Sømna

Il re di Sømnaberg

Lancia il cappello che devia la freccia di Hestmannen. Non viene specificato il nome del troll, né in cosa si sia pietrificato. Ho scelto Lysingen essendo il monte più alto del comune di Sømna.

Torghatten

Il cappello bucato di Sømna

Smorza e devia la freccia scagliata da Hestmannen verso Lekamøya, salvandola

Non apparso

Dønnamannen

Guardia del corpo delle sorelle

In alcune versioni della leggenda è incaricato da Suliskongen di accompagnare le figlie a una festa per proteggerle, ma si ubriaca e si addormenta. In altre è invece il loro salvatore, lanciando il proprio cappello.

Versioni e lacune

Ogni leggenda che si rispetti conta versioni discordanti, punti oscuri, lacune e le immancabili contraddizioni interne. E questa è una leggenda coi fiocchi.

Nella versione che ho raccontato, ad esempio, non si fa cenno a Dønnamannen.

Altrove si narra invece che Dønnamannen riceve da Suliskongen l’incarico di proteggere le sue otto figlie – sì otto, Lekamøya è l’ottava – alle quali per una volta aveva concesso di andare a una festa. Dønnamannen però alla festa si ubriaca e finisce per l’addormentarsi mentre le ragazze, e in particolare Lekamøya, cadono nelle mire di Hestmannen. 

Oggi lo si può ammirare, sdraiato in quel suo sonno di pietra, nell’isola di Dønna. Osservandolo da certi punti, in effetti, il monte sembra il profilo di un uomo che dorme con il naso all’insù.

In un’altra invece Dønnamannen è, al contrario, l’eroe. È lui, e non Sømna, a lanciare il cappello e salvare (temporaneamente) Lekamøya. In effetti, da altre angolazioni, la cima del Dønnamannen sembra come privata della parte centrale… e Torghatten sembrerebbe poterci calzare “a cappello”.

Ma non è finita: il salvifico copricapo ha molti aspiranti ex possessori.

In altre versioni è infatti Rødøyløva che, testimone dell’inseguimento, se ne priva e lo lancia quando vede Hestmannen scagliare la freccia.

D’altra parte in quella che ho raccontato non si capisce cosa ci stia a fare Rødøyløva e Sømna, il presunto salvatore, è scarsamente identificabile in una specifica montagna. Rødøyløva, invece non solo è ben identificato con uno splendido picco, ma la sua svettante cima rivolta a Sud ben si accorda con la posa di un gigante proteso in un lancio. 

In questo caso però il dubbio sarebbe di tipo fisico-logistico. L’isola di Rødøy è infatti ben più a Nord di Hestmona, che è il punto da cui l’inseguitore scaglia la freccia verso Sud. Come potrebbe un cappello lanciato da dietro raggiungere, superare e addirittura mettersi in mezzo tra il dardo e il suo bersaglio? Magie di troll e di leggende.

Tra le altre questioni oscure ci sono anche i destini di Landegomøya e Blåmannen. Il secondo appare anche del tutto trascurabile nell’economia della storia, essendo citato solo per essere il fidanzato (o marito) tradito.

A proposito di Landegomøya invece, non solo sembra latitare da Landegode nel momento del fattaccio ma pare anche non aver trovato pietrificazione in una specifica montagna. Tutto ciò porta a chiedersi dove sia finita, nel momento del bisogno e dopo, lei che è ufficialmente la tutrice delle sette sorelle. Che fosse con Vågakallen? con Blåmannen?… o con chi? Certo è che, nel complesso, ne viene fuori il ritratto di una troll non proprio affidabilissima. 

Forse per rincarare il conto, qualcuno insinua pure che avesse avuto dei figli da Vågakallen o almeno che fosse incinta. Ipotesi che sarebbe però in contrasto con il generale accordo sul fatto che Hestmannen fosse l’unico figlio del re delle Lofoten. 

Sempre nel capitoli “figli” resta anche un dubbio generale sull’età delle sette sorelle, o perlomeno sul loro grado di maturità. Da un lato sono bambine che hanno bisogno di una bambinaia (giovane), dall’altro sono ragazze che vanno alle feste o flirtano con i giovani di belle baldanze, dall’altro ancora sono addirittura madri. Mi riferisco in particolare a Breitinden e a quel suo “figlio illegittimo” che si porta sulle spalle durante la fuga e nel momento della fatale trasmutazione rocciosa. E se non è suo quel figlio illegittimo, allora di chi? Di Suliskongen? O magari di Landegomøya?!

Infine non sono riuscito a trovare traccia del mattarello, della spatola e del tagliere (o “vassoio”) che Lekamøya, non si sa per quale ragione, avrebbe portato con se nella fuga, lasciandoli poi cadere dalle parti di Tjøtta per meglio fuggire.

Chiunque sia in grado di chiarire uno di questi punti oscuri o di riportare il racconto alla verità di quel che accadde, regalerà all’umanità un contributo fondamentale alla comprensione dell’Helgeland e dei suoi incanti norvegesi.

 

Link

Norvegia facile
Consigli per l’escursione a Torghatten li trovi in questo articolo

Alcuni dei protagonisti sono disposti lungo l’itinerario proposto in Il Circolo Polare Artico via mare

Per l’inquadramento dei luoghi coinvolti in una cornice più ampia puoi consultare Le mie 4 Norvegie in 444 suggerimenti

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